FAQ

Servizi

Allergologia
Angiologia e Chirurgia Vascolare
Cardiologia
Chirurgia Toracica
Dermatologia
Ecografia
Endocrinologia
Fisiatria
Gastroenterologia
Ginecologia
Medicina estetica
Neurologia e Neurofisiopatologia
Nutrizione
Otorinolaringoiatria
Osteopatia
Pneumologia
Podologia
Reumatologia
Urologia

Poliambulatorio | Allergologia

Il test FeNO (Fractional exhaled Nitric Oxide) è un esame semplice e non invasivo che misura la quantità di ossido nitrico presente nell’aria espirata. Aiuta a valutare la presenza di infiammazione nelle vie respiratorie ed è particolarmente utile nei pazienti con sospetto o diagnosi di asma.
Il Prick Test viene eseguito sulla pelle con piccole quantità di allergeni ed è utilizzato soprattutto per individuare allergie immediate, ad esempio a pollini, acari o alimenti. Il Patch Test, invece, prevede l’applicazione di cerotti contenenti specifiche sostanze sulla schiena e serve a identificare allergie da contatto, come quelle legate a metalli, cosmetici o altri materiali.
No, molte persone convivono con animali senza alcun problema, mentre altre possono sviluppare sintomi specifici. Per capire se il pelo dell’animale è davvero la causa del problema, è importante effettuare una valutazione allergologica.
Assolutamente sì, non sono un problema esclusivo dell’infanzia. Alcune persone sviluppano allergie respiratorie o cutanee anche dopo molti anni, soprattutto in presenza di predisposizione genetica o particolari esposizioni ambientali.
Sì, in alcuni soggetti le allergie tendono a diventare progressivamente più fastidiose, soprattutto se non vengono riconosciute o trattate correttamente.

Poliambulatorio | Angiologia e Chirurgia Vascolare

Molti pazienti riferiscono pesantezza, gonfiore e stanchezza alle gambe soprattutto dopo molte ore in piedi o seduti. In alcuni casi il problema è legato a insufficienza venosa, cioè una difficoltà della circolazione a riportare correttamente il sangue verso l’alto. Caldo, sedentarietà, familiarità e lavoro statico possono peggiorare molto i sintomi.
La scleroterapia è un trattamento utilizzato per chiudere vene superficiali dilatate o varicose mediante l’iniezione di una sostanza sclerosante. Può essere eseguita con diverse tecniche, tra cui la scleromousse, che utilizza il farmaco sotto forma di schiuma, e la crioscleroterapia, che impiega invece una soluzione sclerosante a bassa temperatura. La scelta viene valutata dallo specialista in base alle caratteristiche del caso.
L’ecocolordoppler è uno degli esami più utili per studiare la circolazione venosa e arteriosa. Viene richiesto frequentemente in presenza di gonfiore, dolore, vene evidenti, sospetti problemi arteriosi oppure familiarità per patologie vascolari.
Sì, le alte temperature favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni e peggiorano spesso gonfiore, pesantezza e sensazione di stanchezza alle gambe. È il motivo per cui molti pazienti stanno peggio nei mesi estivi.
L’ablazione venosa chiude la vena interessata dall’interno, generalmente attraverso tecniche mini-invasive. Lo stripping venoso, invece, è una procedura chirurgica che prevede la rimozione della vena malata. La scelta dipende dal quadro clinico e dalla valutazione dello specialista.

Poliambulatorio | Cardiologia

No, fattori come stress, ansia, mancanza di sonno, eccessiva caffeina, stanchezza fisica e periodi particolarmente intensi possono influire moltissimo sul ritmo cardiaco. Questo non significa però che il sintomo vada ignorato: quando gli episodi diventano frequenti o si associano ad affanno, dolore toracico o vertigini è corretto effettuare un approfondimento cardiologico.
Sì, ed è proprio uno degli aspetti più pericolosi dell’ipertensione. Molte persone convivono per anni con valori elevati senza accorgersene. In altri casi possono comparire mal di testa, senso di pressione, stanchezza o ridotta tolleranza allo sforzo.
L’holter pressorio 24 ore è un esame indolore che registra automaticamente la pressione arteriosa nell’arco di un’intera giornata, anche durante le normali attività e il riposo notturno. Permette di valutarne l’andamento nel tempo e di individuare eventuali variazioni che potrebbero non emergere con una singola misurazione.
Sì, molte problematiche cardiovascolari rimangono silenziose per anni e vengono scoperte casualmente. La prevenzione cardiologica permette spesso di individuare precocemente alterazioni della pressione, del ritmo cardiaco o altri fattori di rischio.
Molto, stress cronico, poche ore di sonno, alimentazione irregolare e sedentarietà incidono direttamente sul sistema cardiovascolare e sul metabolismo.

Poliambulatorio | Chirurgia Toracica

La visita di chirurgia toracica è indicata per approfondire alterazioni che interessano i polmoni, la pleura, il mediastino o la parete toracica. Può essere richiesta, ad esempio, in presenza di noduli polmonari, versamenti pleurici, pneumotorace o anomalie riscontrate durante esami diagnostici. 
Lo pneumologo si occupa della diagnosi e del trattamento medico delle malattie dell’apparato respiratorio. Il chirurgo toracico interviene invece quando una patologia del polmone o di un’altra struttura del torace richiede una valutazione chirurgica o un possibile intervento.
No, la necessità di intervenire dipende dalle dimensioni e dalle caratteristiche del nodulo, dalla sua eventuale evoluzione nel tempo e dal quadro clinico del paziente. In alcuni casi può essere sufficiente sottoporlo a controlli regolari, mentre in altri sono necessari ulteriori approfondimenti.
È utile portare tutti i referti e le immagini diagnostiche disponibili, come radiografie, TAC, PET, risonanze magnetiche, biopsie ed esami della funzionalità respiratoria. La documentazione completa aiuta lo specialista a effettuare una valutazione più precisa.
No, la visita serve innanzitutto a valutare la patologia e a individuare il percorso più indicato. L’intervento chirurgico viene preso in considerazione soltanto quando necessario e può essere eseguito, in base al caso, con tecnica tradizionale oppure attraverso procedure mininvasive.

Poliambulatorio | Dermatologia

È corretto effettuare una valutazione dermatologica quando un neo cambia colore, forma, dimensione oppure inizia a prudere o sanguinare. Molti pazienti tendono a sottovalutare piccoli cambiamenti cutanei pensando siano normali, ma il controllo specialistico permette di distinguere lesioni benigne da situazioni che meritano attenzione maggiore.
Sì, lo specialista può indagare anche la cute delle parti intime, in presenza di irritazioni, prurito, dermatiti, macchie, nei, verruche, lesioni o altre alterazioni cutanee della zona genitale e perianale.
Solo se l’esposizione è frequente. I raggi artificiali accelerano l’invecchiamento cutaneo e aumentano il rischio di alterazioni dermatologiche. Spesso il danno non è immediatamente visibile, ma si accumula nel tempo.
Sì, acne e impurità non riguardano solo gli adolescenti. Stress, ormoni, alimentazione, cosmetici non adatti e ritmi di vita irregolari possono influire anche dopo i 30 o 40 anni.
Molto spesso sì: calore, sole intenso ed esposizione prolungata possono accentuare couperose, rossori, macchie cutanee e sensibilità della pelle.

Poliambulatorio | Ecografia

Dipende dal tipo di esame: alcune ecografie richiedono digiuno oppure vescica piena, mentre altre non necessitano di preparazioni specifiche.
No, l’ecografia è un esame non invasivo, rapido e generalmente molto ben tollerato. Utilizza ultrasuoni e non radiazioni, motivo per cui viene utilizzata frequentemente anche per controlli periodici e monitoraggi.
Può essere utile in presenza di dolore addominale, gonfiore persistente, problematiche digestive, controlli epatici, renali oppure per approfondire sintomi specifici indicati dal medico curante o dallo specialista.
Sì, è molto utile per valutare muscoli, tendini, versamenti o raccolte liquide dopo traumi, sovraccarichi o dolori persistenti. Viene utilizzata frequentemente anche nello sportivo.
Generalmente dai 10 ai 30 minuti, a seconda del distretto esaminato e del tipo di approfondimento richiesto.

Poliambulatorio | Endocrinologia

Sì, molti pazienti attribuiscono automaticamente l’aumento di peso soltanto all’alimentazione, ma in alcuni casi è importante valutare anche l’equilibrio ormonale. Una tiroide che funziona troppo lentamente può favorire stanchezza, rallentamento metabolico e difficoltà nel controllo del peso.
Sì, alcune alterazioni ormonali possono provocare affaticamento persistente, sonnolenza, riduzione delle energie e difficoltà di concentrazione.
I noduli tiroidei vanno monitorati nel tempo secondo le indicazioni dello specialista e tramite controlli ecografici periodici. Nella maggior parte dei casi sono benigni, ma è corretto seguirli nel tempo per valutare eventuali cambiamenti dimensionali o strutturali.
Molto, stress cronico, ritmi irregolari e poche ore di sonno possono alterare diversi equilibri metabolici e ormonali, influendo anche su fame, energia, qualità del recupero e gestione del peso corporeo.
Metabolismo, qualità del sonno, attività fisica, gestione dello stress e assetto ormonale possono influire contemporaneamente. Per questo motivo ogni percorso deve essere personalizzato e costruito sul singolo paziente.

Poliambulatorio | Fisiatria

La visita fisiatrica è indicata in presenza di mal di schiena, cervicalgia, dolori articolari, problematiche posturali o necessità di impostare un percorso riabilitativo.
Sì, il fisiatra può indicare trattamenti riabilitativi, esercizi terapeutici, percorsi di recupero funzionale e terapie fisiche in base al problema clinico e agli obiettivi del paziente.
No, non solo, anche sedentarietà, stress muscolare, sovraccarichi lavorativi, debolezza muscolare e rigidità articolare possono influire contemporaneamente sul dolore.
In alcuni casi sì. Tensioni muscolari e problematiche cervicali possono contribuire a sensazione di instabilità o vertigini, ma è importante escludere anche altre possibili cause.
No, in molte situazioni il riposo assoluto prolungato peggiora rigidità e debolezza muscolare. Il movimento corretto rappresenta spesso una parte fondamentale del recupero.

Poliambulatorio | Gastroenterologia

Sì, molto più spesso di quanto si pensi. Stress, ansia e ritmi di vita irregolari influenzano direttamente stomaco e digestione, causando un peggioramento di acidità, bruciore, digestione lenta e sensazione di pesantezza.
Non necessariamente, alcuni alimenti possono peggiorare il problema, ma intestino irritabile, digestione lenta, stress cronico e alterazioni della motilità intestinale possono influire molto sul gonfiore persistente.
Sì, se trascurata, la gastrite può mantenersi nel tempo e peggiorare qualità della vita, digestione e benessere generale. Alimentazione irregolare, abuso di antinfiammatori e stress possono contribuire al problema.
La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) può manifestarsi con dolore o crampi addominali, gonfiore, alterazioni della regolarità intestinale e cambiamenti nella consistenza delle feci. Alcune persone presentano soprattutto diarrea, altre stitichezza, mentre in altri casi le due condizioni possono alternarsi.
Mangiare troppo in fretta può favorire l'ingestione di aria durante i pasti, rallentare la digestione e aumentare disturbi come gonfiore, senso di pesantezza e acidità."

Poliambulatorio | Ginecologia e ostetricia

In assenza di sintomi, generalmente è consigliabile effettuare un controllo periodico annuale. La frequenza può però cambiare in base all’età, alla presenza di disturbi, alla storia clinica personale o a indicazioni specifiche dello specialista.
No, nella maggior parte dei casi è un esame rapido e ben tollerato. Può provocare un lieve fastidio, ma rappresenta uno strumento molto importante per la prevenzione ginecologica e il controllo della salute femminile.
Se il ciclo diventa improvvisamente molto irregolare, particolarmente abbondante, molto doloroso oppure assente per lunghi periodi è corretto effettuare una valutazione specialistica. In alcuni casi le alterazioni possono dipendere da stress o cambiamenti ormonali, in altri richiedono approfondimenti specifici.
Un lieve fastidio può essere comune, ma dolori molto intensi, invalidanti o in peggioramento non dovrebbero essere considerati “normali”.
Può essere utile in presenza di dolore pelvico, alterazioni del ciclo, controlli preventivi, sospette cisti o monitoraggi specifici indicati dal ginecologo. È un esame molto utilizzato anche nella prevenzione ginecologica.

Poliambulatorio | Medicina estetica

Non esiste un’età uguale per tutti. Alcuni pazienti desiderano prevenire i segni del tempo, altri migliorare qualità della pelle, perdita di tono o piccoli inestetismi. Un approccio corretto punta sempre a un risultato naturale, armonioso e coerente con il viso della persona.
No, il risultato dipende soprattutto dalla tecnica, dalla quantità di prodotto utilizzato e dalla valutazione complessiva del volto. La medicina estetica moderna dovrebbe migliorare senza stravolgere i lineamenti.
La durata varia in base al prodotto utilizzato, alla zona trattata, al metabolismo del paziente e allo stile di vita. In generale non si tratta di trattamenti permanenti e possono essere necessari controlli periodici.
Sì, in molti casi può migliorare idratazione, elasticità e qualità della pelle. Non ha però lo stesso obiettivo del filler: lavora più sulla qualità cutanea che sul volume.
La maggior parte dei trattamenti è ben tollerata. Il fastidio dipende dalla sensibilità individuale, dalla tecnica utilizzata e dalla zona trattata.

Poliambulatorio | Neurologia e Neurofisiopatologia

Molte persone convivono per anni con cefalee o emicranie pensando che siano “normali”, soprattutto nei periodi di stress o stanchezza. In realtà, quando il mal di testa diventa frequente, molto intenso, cambia improvvisamente caratteristiche oppure si associa a nausea, disturbi visivi, vertigini o formicolii è corretto effettuare una valutazione neurologica.
No, stress, sonno scarso, ansia, affaticamento mentale e sovraccarico lavorativo possono influire sulla concentrazione e sulla memoria. In altri casi però è importante approfondire il problema con una valutazione neurologica specifica.
L’elettromiografia (EMG) è un esame neurofisiologico che studia l’attività elettrica dei muscoli attraverso l’utilizzo di sottili ago elettrodi, collegati a uno strumento chiamato elettromiografo. I segnali rilevati vengono registrati e rappresentati graficamente, permettendo allo specialista di valutare il funzionamento del muscolo e il rapporto con i nervi che lo controllano.
L’elettromiografia viene spesso richiesta in presenza di formicolii, perdita di forza, dolore irradiato, sospetto tunnel carpale o neuropatie periferiche. L’esame aiuta a capire l’origine reale dei sintomi e a orientare correttamente il percorso terapeutico.
No, l’EEG è un esame completamente non invasivo che registra l’attività elettrica cerebrale tramite piccoli elettrodi applicati sul cuoio capelluto. Non provoca dolore e viene utilizzato per approfondire diverse problematiche neurologiche.

Poliambulatorio | Nutrizione

Molti pazienti pensano che il problema dipenda esclusivamente dalle calorie, ma metabolismo, qualità del sonno, stress, orari dei pasti e attività fisica influenzano moltissimo il risultato. Mangiare poco non significa automaticamente alimentarsi nel modo corretto e sostenibile per il proprio organismo. In alcuni casi il corpo tende addirittura a rallentare il metabolismo quando viene sottoposto per lunghi periodi a diete troppo restrittive.
Spesso producono risultati rapidi ma temporanei. Restrizioni troppo aggressive aumentano fame nervosa, perdita di massa muscolare e difficoltà nel mantenere il peso nel tempo. L’obiettivo corretto dovrebbe essere costruire un’alimentazione sostenibile e compatibile con la vita quotidiana del paziente.
Sì, una gestione alimentare personalizzata può migliorare digestione, acidità, gonfiore e regolarità intestinale.
Assolutamente sì, recupero muscolare, energia, idratazione e distribuzione dei pasti cambiano molto tra una persona sedentaria e chi pratica attività fisica regolarmente. Anche il timing dei pasti può influire molto sulla performance e sul recupero.
No, massa muscolare, distribuzione del grasso corporeo, energia, benessere generale e sostenibilità del percorso sono spesso più importanti del semplice numero sulla bilancia. Due persone con lo stesso peso possono avere condizioni fisiche e metaboliche completamente differenti.

Poliambulatorio | Osteopatia


Sì, l'osteopatia può essere utile sia per gli sportivi amatoriali sia per gli atleti agonisti. Attraverso tecniche manuali specifiche, aiuta a migliorare la mobilità articolare, la funzionalità muscolare e il recupero dopo l'attività fisica. Può inoltre contribuire alla prevenzione degli infortuni e al mantenimento di una corretta postura durante la pratica sportiva.
In genere il trattamento osteopatico non è doloroso. Alcune tecniche possono provocare un lieve fastidio temporaneo, soprattutto in presenza di zone particolarmente contratte o sensibili.
Il numero di sedute dipende dal problema da trattare, dalla sua durata e dalle caratteristiche del paziente. Dopo la prima valutazione, l'osteopata può indicare il percorso più adatto.
L'osteopatia si basa principalmente sul trattamento manuale e sulla valutazione globale della persona. La fisioterapia si concentra invece sul recupero funzionale attraverso esercizi terapeutici, riabilitazione e altre tecniche specifiche. Le due discipline possono essere complementari.
No, generalmente non è necessaria una prescrizione medica. È comunque utile portare eventuali esami diagnostici, referti o documentazione clinica relativi al problema per cui si richiede la consulenza.

Poliambulatorio | Otorinolaringoiatria

Naso chiuso persistente può dipendere da allergie, sinusite, deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati o infiammazioni croniche.
Sì, se il russamento si associa a pause respiratorie, sonnolenza diurna o stanchezza persistente può indicare apnee notturne, una condizione che merita approfondimento specialistico.
Dipende dalla causa. In alcuni casi sono collegati a problematiche dell’orecchio, in altri a esposizione prolungata a rumore, tensioni muscolari o altre condizioni cliniche. La valutazione specialistica serve proprio a capire l’origine del sintomo e le possibili strategie di gestione.
Sì, molte vertigini hanno origine vestibolare, ma è importante distinguere le cause otorinolaringoiatriche da quelle neurologiche o cervicali. Per questo motivo il paziente deve essere valutato nel contesto clinico corretto.
Sì, se gli episodi sono frequenti o persistenti è importante capire se esistono cause anatomiche, allergiche o infiammatorie che favoriscono il problema.

Poliambulatorio | Pneumologia

Una tosse che dura molte settimane, peggiora nel tempo oppure si associa a fiato corto, stanchezza marcata o dolore toracico merita un approfondimento specialistico.
No, La spirometria è un esame semplice, rapido e non invasivo utilizzato per valutare la funzionalità respiratoria. Viene richiesta frequentemente per controllare asma, bronchiti croniche, affanno o ridotta capacità respiratoria.
No, il fiato corto può dipendere da molte condizioni diverse, comprese problematiche cardiache, sedentarietà, anemia o ridotta tolleranza allo sforzo. È importante valutare il sintomo nel contesto clinico corretto e non attribuirlo automaticamente ai polmoni.
Sì, anche il fumo passivo può irritare le vie respiratorie e peggiorare tosse, bronchiti e difficoltà respiratorie, soprattutto nei soggetti più sensibili o predisposti.
No, fiato corto durante sforzi abituali come salire le scale o camminare a passo sostenuto merita sempre una valutazione per escludere problemi respiratori o cardiaci.

Poliambulatorio | Podologia

L’ortesi plantare è un supporto, generalmente realizzato su misura, che viene inserito all’interno della calzatura per migliorare l’appoggio del piede e distribuire in modo più equilibrato i carichidurante la camminata. Può essere indicata per ridurre le sollecitazioni su determinate zone, favorire una maggiore stabilità e supportare la funzionalità del piede in base alle esigenze individuate durante il controllo podologico.

 Il sintomo più comune della fascite plantare è il dolore nella zona del tallone o lungo la pianta del piede, spesso più intenso ai primi passi del mattino o dopo un periodo di riposo. Il fastidio può aumentare anche dopo molte ore in piedi, durante la camminata o in seguito ad attività fisica prolungata e può essere accompagnato da rigidità della zona interessata.
Sì, aspettare troppo può peggiorare dolore, infiammazione e rischio di infezione.
Sì, nei pazienti diabetici il controllo podologico è molto importante per prevenire lesioni, infezioni e complicanze che possono diventare serie se trascurate.
Assolutamente sì, appoggio del piede, distribuzione del carico e alterazioni della camminata possono influenzare postura, ginocchia, anche e colonna vertebrale. Per questo motivo il piede non va considerato separatamente dal resto del corpo.

Poliambulatorio | Reumatologia

No, l’artrosi è una patologia degenerativa delle articolazioni, mentre l’artrite ha una componente infiammatoria. I sintomi possono sembrare simili, ma diagnosi e trattamenti sono differenti e richiedono una valutazione specialistica accurata.
Per alcune patologie può esistere una predisposizione familiare, ma avere un parente affetto non significa necessariamente sviluppare lo stesso problema.
Sì, soprattutto quando il dolore non è legato a uno sforzo riconoscibile, dura nel tempo o si accompagna ad altri sintomi. Il reumatologo può valutarne le caratteristiche e stabilire se sia necessario approfondirne l'origine.
L’artrite reumatoide può manifestarsi inizialmente con dolore, gonfiore e rigidità articolare, spesso più evidenti al mattino o dopo un periodo di inattività. I disturbi possono interessare soprattutto mani, polsi e piedi e, in alcuni casi, coinvolgere più articolazioni in modo simmetrico.
No, anche infiammazione, patologie autoimmuni o altre problematiche reumatologiche possono provocare dolori articolari importanti anche in persone relativamente giovani.

Poliambulatorio | Urologia e Andrologia

Le cause possono essere diverse: alterazioni urinarie, infiammazioni, infezioni o problematiche metaboliche possono influire sulla frequenza urinaria, soprattutto con l’avanzare dell’età. Molti pazienti tendono a considerare “normale” alzarsi più volte durante la notte, ma quando il disturbo peggiora qualità del sonno è corretto approfondire.
In genere, la visita urologica e la visita andrologica non sono dolorose. Alcune fasi dell’esame possono provocare un lieve disagio o una sensazione di fastidio, soprattutto se è già presente una zona dolente o infiammata. Lo specialista procede comunque in modo graduale, spiegando i diversi passaggi della valutazione e adattandoli alle tue condizioni.
Sì, alcuni pazienti hanno una predisposizione alle recidive, soprattutto in presenza di scarsa idratazione o particolari fattori metabolici. Per questo motivo prevenzione e controlli diventano fondamentali anche dopo la risoluzione del problema.
In generale è consigliabile iniziare i controlli urologici periodici intorno ai 50 anni. In presenza di familiarità per tumore alla prostata o di particolari fattori di rischio, il medico può suggerire di iniziare prima, spesso già dai 40-45 anni.
Si tratta di un’infiammazione che interessa i glomeruli, le piccole strutture dei reni che filtrano il sangue e contribuiscono alla formazione dell’urina. Può avere cause diverse e manifestarsi, ad esempio, con presenza di sangue o proteine nelle urine, gonfiore, aumento della pressione arteriosa o riduzione della quantità di urina.

Informati con il nostro blog

Contattaci

Invia la tua richiesta:

Accettazione privacy policy

Raggiungi il nostro poliambulatorio.

Via del Giardino 286, 55100, Lucca